The New Recruits The Ten Count EP

LiB 052 · 06/2011 · MCD

blood. gospel. sound. uniforms. sweat. sex. leaders. self-defense. unity. alliance.

2.I Want More
3.This Party Is Totally Crashing
4.Step By Step
5.My Charade
6.Burn Down - A Call to Arms / Quite Alarming (Bonus Tracks)



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Firealive

Italy
Author: Francesco
Date: 2011-08-04
Rating: 7/10

Only 5 songs in this E.P. of The New Recruits, one b-side project of Nathan Gray, voice of Boysetsfire from 1994. The past years in this post-hardcore band from Pennsylvania left a sign on Gray’s voice, his vocal cords were never in tune ( but this is hardcore, let’s make it rude ), them concur to make “The ten count e.p.” rougher and cruder.
Indeed the other components of the band take it so seriously to make the sound catchy and “mainstream”. They could touch so many genre in so few songs and time ( only 5 songs below the average of 3 minutes each one.
Fast and angry but also sensible; a really good demonstration for The New Recruits, between Indie, Pop and Garage rock.
The guitars seem to doze off and attend Nathan’s voice in the more melodic moments but suddenly all change and we could listened to a blues solo ora a punky groove ( something like The Hives especially in the single “What ave we got to lose” ).
The mini-trip into the New Recruits sound last only 13 minutes, it will be so fast that you won’t note the time pass.
And maybe the time spent for this E.P. would become 26 or more minutes…
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OX Fanzine

Deutschland
Author: Lauri Wessel
Date: 2011-07-29
Rating: 8

Die NEW RECRUITS sind die oder eine der neue(n) Band(s) von Nathan Gray und Rober Chatterjee (BOYSETSFIRE). Gemeinsam mit diversen (Ex-) MY HERO DIED TODAY- und FLYSWATTER-Members spielen sie einen Sound, den ich grob als eine Mischung aus frühen GASLIGHT ANTHEM und CASTING OUT beschreiben würde. Will sagen, man hört deutlich Country- und Folk-Anleihen, die eben diese GASLIGHT ANTHEMsche Tragik und Teife haben. Auf der anderen Seite gibt Grays charakteristische Stimme dem ganzen aber auch eine unweigerlich Pop-Nore, die gut passt. Kurzum: diese EP sollte man kennen - nicht nur als BSF-Fan.
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Uncle Sallys

Deutschland
Author: Tito Wiesner
Date: 2011-07-29
Rating: 6

"It's who we are, not who we were", verkündeten The New Recruits bereits kurz nach Bandgründung - um Vergleiche mit früheren Bands der einzelnen Mitglieder möglichst zu vermeiden. Ob das gelingt, darf bezweifelt werden, bietet sich Namedropping bei diesem Line-Up doch auch wirklich an - immerhin sind hier neben Nathan Gray und Robert Ehrenbrand von Boy Sets Fire auch Mitglieder von Flyswatter aktiv. Und natürlich ist Nathans Stimme schon sehr prägnant. Die Songs der Debüt-EP setzen sich aber gekonnt zwischen alle Boy Sets Fire- und Casting Out-Stühle: Die Hardcore- und Punkrock-Wurzeln hört man zwar durch, die Liebe für Pop-Melodien, mitsingbare Refrains und Midtempo-Rocker aber auch. Das klingt manchmal nach angezogener Handbremse, immer mal zwischendurch aber auch nach mitreißender Hymne - und einer vielversprechenden Zukunft. 6
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Metallized.it

Italy
Author: Marco Soprani
Date: 2011-07-29
Rating: 83

Cartelle stampa, Facebook, sito ufficiale…The New Recruits ci tengono da matti a farci sapere che suonano per vocazione, che sono indistintamente contro tutto e tutti, che forse non gli stiamo nemmeno troppo simpatici, che suderanno sangue qualsiasi cosa facciano e che per perseguire la loro visione artistica si impegneranno in numero quattro modi:
• Suoneranno la musica che piace a loro.
• Non tenteranno di vincere concorsi di popolarità.
• Svilupperanno vibrazioni, ed un suono di qualità.
• Nel fare tutto questo si faranno, promettono, tanto male.
Ora, di questi propositi impazziti, puntati come cannoni nelle direzioni più disparate, non si sa davvero cosa pensare: pretenziosi, genuini, banali, innovativi…ci sarà davvero bisogno di un proclama del genere e di citare improbabili influenze “dark gospel, counter-insurgency-sound-operation, irregular-sound-tactics & blood” per presentare un EP di cinque pezzi, che ci terrà compagnia per dieci minuti appena? E ancora, saranno sufficienti una manciata di brani, più o meno intensi, per convogliare nei nostri collaudati timpani tutta la rabbia e la concentrazione ribelle di questi tedeschi, graficamente riassunta dalla copertina del disco che raffigura due pugili darsene di santa ragione? Ebbene, mai simili domande furono più vacue di significato e prive di perché, dal momento che The Ten Counts EP (attenzione, spoiler!) si rivelerà un buonissimo assaggio di musica pop/rock, piacevole come un bagno al mare ma profondo come quando ci si allontana un metro dalla riva, con testi di una leggerezza oligominerale che spaziano da “there’s a feeling in the air tonight”, “roll the dice play the game”, “I gotta know what makes me panic when you’re near” e l’imprescindibile “please let all these sins be paid”. Insomma, sembra che ci sia stata una colpevole mancanza di comunicazione tra questi inoffensivi ragazzotti ed il reparto marketing della casa discografica, che ce li vuole vendere a tutti i costi come i più duri & puri dei ribelli.

L’opener What Have We Got To Lose è indubbiamente energica ed impetuosa, in una parola punkeggiante, risultato di una ricetta semplice semplice a base di chitarre maltrattate, cori ruspanti ed una batteria dal suono analogico. Sembra quasi di ascoltare la musicassetta copiata dal compagno di banco nel 1988, tanto questo rock suona brufoloso e clandestino. Prima che affiori il sospetto che i The New Recruits siano una specie di punk boy band in crisi d’identità, la successiva This Party Is Totally Crashing conferma il ruolo di basso e cori per rendere inaspettatamente credibile questa azzeccata commistione di The Roots, Goat e Foo Fighters inchiodati in terza marcia: ben congegnati, armonici, di una pienezza taurina, i cori raramente deludono e confermano che, per quanto verbosi, costruiti ed affrettatamente marketizzati, i TNR suonano bene. I Want “sorry, too busy shaking my ass” More è Swinging London, Tower Bridge, foto col Beefeater, le minigonne di Twiggy e le vacanze studio in un’Inghilterra afosa e stracolma di italiani. Felicemente fuori dal tempo nei suoi colori Lomo, bastano un coro, due accordi, un controcanto, un urlo sguaiato ed un problemino d’amore qualsiasi per dare un senso al basso in progressione ed al cantato convinto, mai uguale a se stesso, partecipe ed imperfetto come nel corso di un’esibizione live. Step By Step è la pubblicità dei jeans che avrebbero suonato i Blur se solo glielo avessero chiesto, profonda come un sexypop degli U2, che ora che ci penso sembra quasi di sentire The Edge ritmare in sottofondo. I The New Recruits dipingono qui una solarità diversa, urbana, tra palazzi di cemento e moderne solitudini, tempo sfuggente e sguardi complici in metropolitana, il tutto reso con una capacità di sintesi ed una facilità interessanti. My Charade, a cavalcioni tra anni ’60 e ’70, cita inaspettatamente Beatles, Rolling Stones e The Knacks, alla ricerca della formula del rock primordiale, acustico, basato sulla vocalità piuttosto che sulle nuance espressive di strumenti registrati senza particolari riguardi: la canzone si beve tutta d’un fiato all’insegna dell’immediatezza e di un incidere più cadenzato, scanzonato e molto poco tedesco.

Durata totale 13 minuti. Eppure intensi, e sufficienti. Come un discorso breve ma incisivo, l’EP è godibile, sgombrando il campo dalle ambiguità promozionali di un artwork che annulla le identità dei musicisti coprendo le relative foto con grandi quadratoni verdi, nemmeno specificando chi suona cosa. The Ten Count EP ha un inizio ed una fine, e come l’aspirina torna buono per tutti gli usi, sintesi effervescente di sentimenti e stati d’animo uno.punto.zero, frivolezze e sfregamenti da festicciola universitaria. Ed il giudizio infine è positivo, perché l’esperienza regalata dalla conoscenza di questa band, cominciando dal pretenzioso modo di porsi per finire con l’ascolto dei brani, ha significato e carattere, e si sviluppa secondo un divertente mini percorso che vede preminente il marketing, prevenuto il recensore, protagonista la musica e promosso il disco.

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Legacy

Deutschland
Author: AK
Date: 2011-07-03
Rating: 11/15

Keine Allstar-Band, aber durchaus prominent besetzt: Das Line-Up der THE NEW RECRUITS setzt sich aus Nathan Gray (BoySetsFire), Robert Chatterjee (BoySetsFire und MyHeroDiedToday), Chrissi Bischoff (Stimilion), Flo Kämmerling (Flyswatter) und Flo Gudzent (Flyswatter und MyHeroDiedToday) zusammen. Die Stimme von Nathan ist unverkennbar. Ansonsten ist die Debüt-MCD des deutsch-amerikanischen Quintetts nicht unbedingt das, was man von einer Kollaboration dieser Musiker erwartet. Gerade darum geht es ihnen. Die Beteiligten machen sich frei von Plänen und Vorüberlegungen und spielen einfach; lassen die Musik das Zepter übernehmen und folgen dem, was sich ergibt. Nach Jahren in zahllosen Bands und Projekten finden THE NEW RECRUITS schnell eine gemeinsame Verständigungsebene, auf der sie ihren authentischen, erdigen Rock erschaffen, der mal einen Punk- und mal einen Post-Zusatz verdient. Das Material der „The Ten Count“-MCD ist erst auf den zweiten Blick hin eingängig und wirkt anfangs ein wenig unspektakulär. Dieser Eindruck resultiert aus der Tatsache, dass die Gruppe auch in Richtung skandinavischem Rock unterwegs ist – sowohl mit Orgel- als auch mit Yeah-Yeah-Yeah-Yeah-Unterstützung in den Vocals arbeitet. Das gilt es zunächst zu verdauen und seine eigenen Erwartungen auszublenden. Betrachtet man die MCD dann für sich und lässt sie auf die wirken, setzt ein interessanter Verstärkungseffekt ein, der subtile Ohrwürmer zu Tage fördert. Diese Debüt-MCD macht Lust auf Mehr.
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Helldriver

Deutschland
Author: rg
Date: 2011-06-20
Rating: 4/7

The New Recruits ist das neue Projekt von Nathan und Robert von Boysetsfire sowie ehemaligen Leuten von Flyswatter und My Hero Died Today. Eine Besetzung, an die durchaus hohe Erwartungen geknüpft werden können. Das erste Lebenszeichen der Truppe liegt nun in Form einer fünf Songs umfassenden EP vor. Musikalisch wird entgegen meiner ersten Erwartungen recht entspannter Rock mit Punk Einflüssen geboten. Während „What Have We Got To Lose“ noch recht turbulent mit reichlich Rock´n Roll Flair loslegt, erinnert der zweite Track “I Want More” schon sehr stark an The Clash. Auch im weiteren Verlauf vermischen sich immer wieder 70s Rock und Punk mit zugänglichem Pop. Nur selten wird der Ton etwas härter. Der Sound ist sehr erdig und eher trashig und mit reichlich Garagen Charme versehen. Frontmann Nathan ist mit seinem eindringlichen Gesang einmal mehr über alle Zweifel erhaben und auch die Arrangements zeugen von guten Ideen und einem Händchen für Eingängigkeit. Leider mangelt es den Songs unter’m Strich sowohl an echten Hits als auch an dem berühmten Funken der überspringen sollte. So zieht die EP eher am Höher vorbei als bleibenden Eindruck zu hinterlassen. Die fünf Songs sind sicherlich eine interessante Visitenkarte, man merkt aber, dass die Jungs noch mitten in der Selbstfindung stehen. Angesichts der prominenten Besetzung waren meine Erwartungen deutlich höher. (rg)
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Soundmagazine

Italy
Author: Michael
Date: 2011-06-20

Si può toccare i più svariati generi in appena 13 minuti di musica senza apparire sconclusionati, fuori controllo compositivo o totalmente banali? La risposta in un certo qual senso viene da “The Ten Count”, il nuovo ep dei The New Recruits, nuovo gruppo del roster della tedesca Let It Burn Records. Uscita un po’ anomala rispetto alle altre dell’etichetta, notoriamente orientata verso sonorità hardcore e metalcore.
Perchè anomalo? Perchè questo è un disco prettamente rock, con diverse sfumature più soft, a suo modo anche commercialotto. Cosa ci azzecca con l’etichetta? O meglio cosa porta l’etichetta a pubblicare un ep si interessante ma così fuori dal coro? La risposta viene dalle note biografiche: The New Recruits sono la nuova creatura di Nathan Gray, leader dei Boysetsfire e dei The Casting Out. Una leggenda insomma. Ma torniamo all’ep.
L’iniziale “What Have We Got To Lose” è il pezzo più energico dei 5 in scaletta, rock vibrante dove la voce di Nathan esplode in tutto il suo calore. Ma le sorprese arrivano coi pezzi seguenti: l’hammond in “I Want More” e in “Step By Step”, la malinconia british di “This Party Is Totally Crashing” e l’omaggio sixties di “My Charade”. Forse avrei lavorato di più sulla produzione, cercando di dare un taglio più ruvido ai pezzi, visto che in alcuni momenti sembra un po’ piatto, ma ciò non mi impedisce di dare un giudizio positivo al lavoro.
Un ep variegato e godibile, che può raggiungere più livelli di pubblico. Certo, se si è abituati a sentire Nathan negli altri due gruppi, probabilmente sarete colti da una strana sensazione, ma “The Ten Count” si lascia ben ascoltare, quindi se volete sentire qualcosa di diverso dategli una chance.
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Metalnews

Deutschland
Author: Michael Bambas
Date: 2011-06-16
Rating: 5/7

"Unerwarteter Ohrenöffner"

Man kann nur gewinnen, wenn man seinen eigenen Horizont erweitert. So zeigen sich eigene Grenzen, im Falle von Musik im Allgemeinen sogar geschmacklicher Art auf, welche durch stete Erweiterung der eigenen Interessen immer weiter in den Hintergrund gedrängt werden. Einer recht jungen Band wie THE NEW RECRUITS ist es zu verdanken, dass sie weiß, mit welchen Mitteln Genre-Fremde vor den Ofen zu locken sind.

Dabei will ich gar nicht so sehr auf die Vorgeschichte eingehen, welche schon von Kollegen nachgezeichnet wurde. Viel lieber verliere ich einige Worte zu "The Ten Counts E.P." selbst, dessen Cover einer selbst mir nicht ganz unbekannten Folk-Punk-Truppe - zumindest vom Konzept her - ähnelt. Dieser kleine Fauxpas lässt sich jedoch vergleichsweise leicht verschmerzen, wenn das leichtfüßig knackige Material den Raum ausfüllt. Gerade "rhythmusbetonte" [lies: Stop-And-Go-Riffs beinhaltende] Songs wie "I Want More" oder das mit einem schwelgerischen Chorus ausgestattete Abschlussstück "My Charade" erzeugen unverfälschten Hörspaß. Gewissen Kennern mögen sich Parallelen zu THE INTERNATIONAL NOISE CONSPIRACY sowie den Vorgänger-Machenschaften des hiesigen Bandkopfes auftun, doch geben sich die neuen Rekruten Mühe, einen eigenständigen Auftritt hinzulegen, was ihnen akustisch auch gelingt. Klar erfüllen nicht alle fünf Kapitel dieser EP den Zwölf-Punkte-Standard der beispielhaft genannten Referenzen, sobald man jedoch wieder beim Instant-Hit des Openers anfängt, verfliegen derartige Nebensächlichkeiten.

"The Ten Counts E.P." macht jedenfalls Lust auf mehr - nicht nur in Bezug auf THE NEW RECRUITS selbst, sondern damit einhergehend auch auf ähnlich klingende Kapellen.
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Dagheisha

Italy
Date: 2011-06-15

Cinque tracce per mettere ko qualunque interlocutore, andare in tour e lasciare a fuoco e fiamme i peggiori locali della zona. Punk, garage, addirittura stoner; nella eccitante mistura dei New Recruits troviamo l'energia dei BoySetsFire – qualcuno di voi si ricorderà lo stupendo 'Tomorrow Come Today' – per mano di Nathan Gray e Robert Chatterjee. Nella formazione troviamo anche Flo Gudzent e Flo Kämmerling dei Flyswatter e Chriss Bischoff dei Stimillion ma durante l'ascolto non si percepisce mai la stanchezza caratteristica della stragrande maggioranza dei dischi pubblicati dai cosiddetti supergruppi. Al contrario 'The Ten Count E.P.' possiede la freschezza necessaria per travolgere l'ascoltatore nonostante la breve lunghezza della release. 'Life Vests Float, Kids Don't' e 'This Party Is Totally Crashing' coincidono con i passaggi migliori mentre la presenza dell'Hammond in 'I Want More' e 'Step By Step' sorprenderà anche i più diffidenti dell'elitarietà della proposta in questione. Un montante al volto dal quale sarà impossibile riprendersi.
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My Revelations

Deutschland
Author: Christoph Füllenbach
Date: 2011-06-10
Rating: 12/15

THE NEW RECRUITS scheinen sich am aktuellen Musikbusiness einen absoluten Wolf gefressen zu haben, verabscheuen sie dieses ja anscheinend bis aufs Blut. Mit hochtrabenden Zitaten von LaVey, Morrison, Mao und Nietzsche wird da gerne schon einmal um sich geworfen. Bei der musikalischen Umsetzung ihres Angriffs verschießen sie sich dabei auf einen verdammt tanzbaren, was laut eigener Aussage auch eine der Hauptabsichten ist, Rock 'n' Roll, der ein Glück, dreckig daher kommt und nichts, aber auch gar nichts mit irgend welchen Rock - A - Billy Schmalzlocken zu tun haben möchte. Herrlich rotzig ist alles gehalten. Hier mal ein paar wilde Schreie der Band die den Sänger unterstützen, dort mal leicht ausufernde Gitarrenspielereien und das ganze wunderbar roh produziert. THE NEW RECRUITS machen einfach Lust. Lust auf Party, Lust auf Bier und Lust darauf, sich vielleicht auch mal einen etwas anderen Blickwinkel auf die heutige glattgebügelte Kultur zu geben. Vor allem aber machen sie Lust auf einen Longplayer, den ich mehr als erwarte!
Zusammengesetzt ist die Band übrigens aus Buben von BOYSSETFIRE, MYHERODIESTODAY und weiteren Hochkarätern. Das jedoch nur am Rande, da hier Namedropping nicht einmal ansatzweise von Nöten ist.
Besorgen, Bier auf und los!
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Daily Dischord

UK
Author: Mark Fraser
Date: 2011-06-09

Let’s get right to the facts, shall we? Unless you’re of distinctly Scandinavian persuasion then there aren’t a great many bands who make blues inspired rock n roll. Which is a great shame because, if we’re honest with ourselves, there are only so many times we can do some hard drinking to bands such as AC/DC and Guns n Roses and the like.

Initially when I heard The Ten Count E.P. I was slightly confused given their personnel configuration; Nathan Gray already has a project dedicated to good time tunes, namely The Casting Out, so where do The New Recruits fit in alongside them and Boysetsfire? Upon further listens the answer was clear – The Casting Out are not trashy rock, The New Recruit are, and in a scene where bands of their ilk are few and far between, this can only be a good thing.

Whilst listening to this record my flatmate said they sound “a bit like the Foo Fighters but slower and bluesier” and he’s sort of right. From opener ‘What Have We Got to Lose’ it’s immediately clear that the lo-fi, hard rock vibe is exactly what Nathan Grey and co wish to channel here. This is either drinking music or driving music (or both if you’re an idiot) and it works perfectly on both respects. The smoky, bluesy, almost gospel like inflictions of the first track are played out more fully in ‘I Want More’; a proper stop/start boozey rocker, complete with Hammond organ in the chorus, which, frankly, there’s simply not enough of in music these days.

The only thing that lets this EP down is the production. Crafting something lo-fi often straddles the line between pitch perfect garage rock histrionics and tinny, under produced, charmless nonsense. Sadly, The Ten Count EP comes close to falling into the former category, but it certainly doesn’t fall into the former either. Indeed, with the kind of party style sleaze rock they play it often helps if there’s a real low end punch; some balls, if you will, which is sorely lacking here. The vocals sound like they were recording in a toilet, the guitars are often a tad trebly during lead parts and the bass is almost nonexistent. Whether this was deliberate or simply the result of monetary/recording limitations remains to be seen but don’t let that put you off because there are some great tracks here. ‘This Party is Totally Crashing’ pretty much plays out exactly like you’d expect it to with a title like that, displaying an almost resentful blues groove. The only weak link is ‘Step by Step’, which sounds like early U2 playing with a Hammond organ.

So, it’s a record of highs and lows then. Most of the EP displays the kind of measured, dirty rock n roll groove that one struggles to find this side of the Scandinavian Peninsula, and while they channel that particular beast well, things almost (ALMOST, but not quite) fall apart on the production side of things. All in all, it’ll be interesting to see where this goes next particularly as Boysetsfire are now touring again. I wouldn’t mind perhaps another EP from this lot, and as it stands they’re a nice dalliance but I’d take another record by The Casting Out or Boysetsfire over this any day.
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Whiskey Soda

Deutschland
Author: dieChris
Date: 2011-06-07
Rating: Note 2+

'We will make music we love. We will not try to win any popularity contests. We will develop quality sound vibration. We will hurt ourselves in the process.' Das proklamieren The New Recruits an prominenter Stelle auf dem Promozettel zu ihrem Debüt 'The Ten Count E.P.'. Auf dem Cover gibt es bereits ordentlich auf die Fresse, und auch der Silberling hält, was das Artwork verspricht.

Kein wunder, bestehen The New Recruits doch aus Menschen, die hauptberuflich bei BoySetsFire (Nathan Gray, Robert Chatterjee), Flyswatter (Flo Kämmerling, Flo Gudzent) und Stimillion (Chrissi Bischoff) musizieren beziehungsweise musizierten. Der Hardcore- und Punkhintergrund ist naturgemäß auch auf 'The Ten Count E.P.' nicht zu überhören: Satt rockende Gitarren, ein Drumbeat, der gehörig Tempo vorgibt, dazu mal gesungene, mal geschriene Lyrics - Punk-Anhänger, aber auch die Stoner- und Garage-Fraktion werden ihre wahre Freude mit The New Recruits haben.

Nicht zuletzt wegen 'I Want More', das mit einem tanzbaren Beat samt mitsingtauglichem Doo-Wop Part im Refrain aufwartet. Zudem wurde eine für den Protagonisten scheinbar unerreichbare Frau nie poetischer besungen: 'She got all the moves / She got a look - just right / She thinks she's so damn smooth / I wanna make her cry'. Emotionen sind die Essenz der insgesamt fünf Tracks: Ob in den oft sehnsüchtig-leidend hervorgebrachten Vocals ('Step By Step') oder in den Texten, die sich im Kern immer um Zwischenmenschliches drehen. Besonders charmant sind die kleinen Geplänkel und Wortgefechte im Studio, die nicht rausgeschnitten wurden, sondern vor und gelegentlich auch in den Songs zu hören sind.

'blood. gospel. sound. uniforms. sweat. sex. leaders. self-defense. unity. alliance.' Darum geht es bei The New Recruits. Was soll man sagen - sie wissen, wovon sie singen, und packen das Ganze auch noch in höchst ohrenfreundliche Akkordfolgen. Bitte mehr davon!
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W-Fenec

Author: The Aurelio
Date: 2011-06-01

Emmené par deux membres de Boysetsfire et trois autres musiciens allemands seulement connus de leur contrée, The New Recruits est un projet un peu à part, un brin hors norme et qui se caractérise par ce que l'on peut lire sur ses pages web et les 4 règles fondamentales qui régissent la vie du groupe. Pour résumer : ils ne font que la musique qu'ils aiment, sans se soucier une seconde de savoir si ça va leur ramener des fans, ils veulent développer une vraie qualité de vibration musicale et se feront mal en respectant ce code de conduite. Et sinon concrètement ?
Et bien The New Recruits ça envoie. Du punk'n'roll bien groovy et fougueux, de la mélodie énergisante, du tempo élevé et puis c'est tout. Sympa mais sans plus sur le premier titre de l'EP ("What we got to lose"). Quant au dark gospel évoquée par le groupe, on cherche toujours... même si on commence à y voir un peu poil plus clair sur "I want more", Le groupe y met de la conviction et de l'envie, le résultat est fun, toujours bien sympathique mais il n'y a pas encore clairement assez pour nous faire sauter au plafond. Manque un tube là quand même se dit-on au même où le groupe envoie "This party is totally crashing" faire pulser les watts dans les enceintes. Et voilà, il suffisait de demander. Les TNR accouchent de leur single ultime, dansant et fédérateur, celui-là même qui pourrait bien leurs faire remporter les faveurs de hordes de fans énamourés alors qu'eux veulent juste faire vibrer les amplis. Mais le font foutrement bien.
3'01 et quelques de pur bonheur pop-punk et voici que The New Recruits se retrouve instantanément sur orbite a devoir encore enquiller deux nouveaux titres sans que le précédent ne passe trop pour l'éclair de génie qui n'aura pas de lendemain. Alors le groupe met les mains dans le cambouis et turbine un "Step by step" certes un peu facile mais diaboliquement efficace. C'est simple et bien troussé... puis ça respecte à la lettre les dogmes d'un groupe qui avait d'entrée de jeu annoncé la couleur. Du coup, lorsque les cinq lâchent "My charade", on se dit qu'ils ont fait certes peut-être un peu "too much" dans l'hymne pop-électrique taillé pour le live à l'ancienne, mais qu'encore une fois, ça passe quasi tout seul. Roublard. La preuve qu'avec ces New Recruits-là, on n'est certainement pas au bout de nos surprises. Et puis si Let it Burn Records, label d'ordinaire taillé hardcore metal bien velu qui a sorti ce The ten counts EP s'est laissé embobiner, pourquoi pas nous ?
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Uncle Sallys

Deutschland
Author: Tito Wiesner
Date: 2011-05-25
Rating: 3/5

"It's who we are, not who we were", verkündeten The New Recruits bereits kurz nach Bandgründung - um Vergleiche mit früheren Bands der einzelnen Mitglieder möglichst zu vermeiden. Ob das gelingt, darf bezweifelt werden, bietet sich Namedropping bei diesem Line-Up doch auch wirklich an - immerhin sind hier neben Nathan Gray und Robert Ehrenbrand von Boy Sets Fire auch Mitglieder von Flyswatter aktiv. Und natürlich ist Nathans Stimme schon sehr prägnant. Die Songs der Debüt-EP setzen sich aber gekonnt zwischen alle Boy Sets Fire- und Casting Out-Stühle: Die Hardcore- und Punkrock-Wurzeln hört man zwar durch, die Liebe für Pop-Melodien, mitsingbare Refrains und Midtempo-Rocker aber auch. Das klingt manchmal nach angezogener Handbremse, immer mal zwischendurch aber auch nach mitreißender Hymne - und einer vielversprechenden Zukunft.
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Mass Movement Magazine

UK
Author: Martijn Welzen
Date: 2011-05-24

The New Recruits – The Ten Count EP CD / Download (Acuity / Let It Burn)
Recently BoySetsFire returned to stages all over Europe. It’s amazing that the band, will once again, deliver their own brand of rock and melodic hardcore. What makes BoySetsFire what they are is mostly due to the amazing vocal ability and delivery of Nathan Gray. So The New Recruits, with singer Gray, and BSF guitarist Robert Chatterjee, are bound to sound like thier thrice mentioned other band. This new band, rocks with a different angle, a bit International Noise Conspiracy, or The A.K.A’s (Are Everywhere). A touch of dirtiness which we really haven’t heard on BoySetsFire’s records. If you’re a fan of Gray’s other band, you should pick up ‘The Ten Count EP’ instantly, otherwise I’d recommend you give it a few spins first. Martijn Welzen
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Partyausfall

Deutschland
Author: Manhunter
Date: 2011-05-24
Rating: 8/10

Mit "The New Recruits" wagen sich fünf zusammen gewürfelte Musiker, aus Bands wie "BoysSetFire", "MyHeroDiedToday" und "Flyswatter", auf unbekannte Wege und bringen ihr erstes Output auf Let It Burn Records heraus. Was hier geboten wird ist ein poppiger, rockiger und teilweise punkiger Sound mit dem coolen Gesang von Nathan Grey. Das Ganze erinnert dabei sogar teilweise an Größen wie die "Beatsteaks", ohne diese nachzuahmen oder sich in deren Schatten zu verstecken. Die Produktion ist gut, ohne überproduziert zu wirken und die Laufzeit von etwa einer Viertelstunde verfliegt so schnell, dass man sich die fünf Songs immer und immer wieder anhören "muss". Schwächen scheint es keine zu geben. Wenn man dennoch was finden will, dann die bereits angesprochene Laufzeit und den meiner Meinung nach zu langsamen und etwas langweilig geratenen Song "My Charade". Aber das sind nur Kleinigkeiten die den Gesamteindruck in keinster Weise beeinträchtigen. "The New Recruits" schaffen ein kurzweiliges aber dafür umso mehr gelungenes Debüt, welches Hitpotential besitzt und sicherlich seine Fans gewinnen wird. Zu wünschen wäre es dieser Band zumindest, denn man hört das sie merklich Spaß an ihrer Musik haben.
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Get Addicted

Deutschland
Author: Jens Becker
Date: 2011-05-20

The New Recruits eignen sich noch deutlich weniger für die Marke „Boysetsfire-Nachfolge-Band“ als The Casting Out. Und auch wenn die neuen Rekruten alte Bekannte sind - „The Ten Count“-EP sollte für einen unverstellten Blick auf das Schaffen von Nathan Gray sorgen.
Da kann er sich noch so aufrichtig und zu recht beschweren: Jedes seiner Projekte wird wohl unter dem Beinamen „Die neue Band von Nathan (Boysetsfire)“ laufen. Und hier sind ist mit BSF-Bassist Rober ja auch noch ein weiterer alter Mitstreiter mit dabei. Und der hat weitere Kollegen aus alten Tagen (Flyswatter, My Hero Died Today) ins Team geholt. Allerdings: The New Recruits sollten keinerlei Gefahr laufen, mit Boysetsfire verglichen zu werden, abgesehen von Nathans markanter Stimme.

Ansonsten setzt die EP auf mehr oder weniger poppigen und rockigen Garagensound mit Orgel und 80er-Power-Pop-Anleihen sowie „Düpdüdüdü“-Chören („I Want More“). Etwas aus der Reihe fällt „My Charade“, in dem Nathan sein Organ etwas energischer durch die Zähne presst. Doch auch das wirkt weniger aggressiv, sondern mutet mehr wie ein Zeichentrick-Löwe an, der sich beim brüllen schüttelt. Besonders auffällig ist der Sound, der man als Gegenteil von überproduziert bezeichnen kann.

Als Vorgeschmack auf mehr eignet sich diese EP ebenso wie als K.O.-Schlag für den leidigen Boysetsfire-Vergleich. Vielleicht steht das Coverbild genau dafür.
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Triggerfish

Deutschland
Author: Sabrina Thron
Date: 2011-05-17
Rating: 4/6

Das Ministerium schlägt zurück

Er kann's einfach nicht lassen - nach dem Aus von THE CASTING OUT kommt das neue Projekt von Nathan Gray und das, obwohl sich die Mannen von BOYSETSFIRE gerade ebenfalls noch einmal zusammengerauft haben. Fing THE CASTING OUT noch als beschauliches Akustik-Projekt an, wurde schnell das Tempo angezogen und Ballst wie Keyboard-Geklimper, das man noch auf der EP hörte, über Bord geworfen. Die Energie der Live-Shows wurde auf zwei Alben gebannt und sorgte mehrfach europaweit in ausverkauften Clubs für gute Laune und Tanzstimmung.

Dagegen kommen THE NEW RECRUITS direkt mit einer klaren Ansage und einer Agenda daher: We will make music we love. We will NOT try to win any popularity contests. We will develop quality sound vibration. We will hurt ourselves in the process. Eigens dazu wurde direkt noch das Ministry of Dark Gospel And Self-Defense ins Leben gerufen. Oha!

Fünf Songs gibt es jetzt erstmal als Vorgeschmack auf der 'Ten Counts EP' und der Opener 'What Have We Got To Lose' gibt das Motto der Platte vor: 'And I'm dancing all the way to the riot'. Denn tanzbare Melodien findet man auf der EP allemal, mal mit mehr Punk Einfluss, dann eher poppig oder mit einem Hauch Indie. Da werden auch mal Sing-Alongs a la 'Düdüdü' rausgehauen und noch ein paar Orgel-Sounds im Hintergrund eingebaut.

Ganz so neu sind die Rekruten auch gar nicht, neben Nathan ist noch Robert von BSF mit dabei, ebenso wie noch einige Jungs aus dem FLYSWATTER-Umfeld. Die Spielfreude, die hinter dem Projekt steckt, hört man trotz der teilweise knarzenden Produktion deutlich heraus. Der erste Vorgeschmack ist schon recht facettenreich, mal schnell und tanzbar ('Step By Step'), dann etwas langsamer und rauer ('My Charade'). Man darf gespannt sein, wie sich die Kombo live präsentieren wird, denn im Herbst wird es drei Showcases in Deutschland geben (in Köln präsentiert von triggerfish.de!). Die EP ist ein netter Vorgeschmack, aber hoffentlich noch etwas steigerungsfähig.

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Fuze Magazine

Deutschland
Author: Thomas Renz
Date: 2011-05-16

Der Junge, der Feuer legte und dabei fast die gesamte Hardcore-Szene in Brand steckte – das wäre eigentlich ein passenderer Name für BOY- SETSFIRE, schließlich geht die Angewohnheit, Strophen zu schreien und Refrains richtig zu sin- gen, maßgeblich auf die Band aus Delaware und Nathan Gray zurück. Durch die Reunion im Okto- ber letzten Jahres ist es nicht eben einfacher geworden, aus dem Schatten von BOYSETSFIRE zu treten, und das gilt natürlich ganz besonders für direkte Nachkommen der Band.
THE NEW RECRUITS verhalten sich zu BOY- SETSFIRE wie THE (INTERNATIONAL) NOISE CONSPIRACY zu REFUSED: Anstatt sich mit „The Shape Of Punk To Come“ zu beschäfti-
gen, untersucht Sänger Nathan Gray (sowie vier Musiker aus dem MY HERO DIED TODAY/FLYS- WATTER-Umfeld, darunter BSF-Bassist Robert Ehrenbrand) die Wurzeln dieses Sounds und lan- det unter anderem beim Garagen-Rock. Wo THE CASTING OUT in erster Linie ein Reflex auf BOY- SETSFIRE waren, funktionieren THE NEW REC- RUITS viel besser als eigenständiges Projekt, was auch daran liegt, dass Gray der Band einen kon- zeptionellen Rahmen („The ministry of dark gos- pel and self-defense“) verpasst hat, der biswei- len aber ähnlich bemüht und überambitioniert wirkt wie die Botschaft von T(I)NC. Wie Den- nis Lyxzén zitieren auch THE NEW RECRUITS die amerikanische Anarchistin Emma Goldman („If I can’t dance – I don’t want to be part of your revolution“), vermeiden dann allerdings jede konkrete politische Aussage. Bei „This party is totally crashing“, dem besten Track der EP, heißt es: „I’m not a prophet, I’m just singing a song.“ Meine Antwort darauf lautet: Das bin ich auch nicht, aber ich prophezeie, dass verdammt viele Leute Spaß mit dieser Musik haben werden. (Let
It Burn/Soulfood)
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New Breed Of Metal

Croatia
Date: 2011-05-16
Rating: 5/5

Priča sa skandinavske hardkor scene nastavlja se i to u vidu Švedske/Norveške kombinacije pod nazivom Anchor. Iako relativno mlad bend ovi momci su uspjeli da odsviraju više od 300 koncerata širom svijeta u nepune 4 godine i ucrtaju sebe na mapu kao jedan od najaktivnijih evropskih bendova u žanru. Ovog juna svjetlost dana ugledaće njihov novi album pod nazivom "Recovery" na kojem se nalazi 11 pjesama a koji izlazi za Let It Burn etiketu.
Ovaj album najlakše bi mogao da se opiše kao odličan spoj agresivnosti i melodičnosti, u stilu zvuka bendova kao što su To Kill , Trial, Wait In Vain, koji ne popušta od prve do zadnje pjesme. Ono što vas kupuje na prvo slušanje je kreativnost i raznolikost muziciranja, sve u okvirima toliko širokim da zadovolji i mlađe i iskusnije slušaoce te im pruži jedinstven ugođaj nazovimo ga modernije verzije hardkora '90tih. Da vas ne zavara, "Recovery" je idejno kompaktan i konceptualan rad. Zvuk na ovom albumu doveden je do perfekcije, sve se jasno čuje, nema prenaglašenih elemenata, nije „metalkoriziran“ kao što to bendovi vole da rade na albumima koji izlaze u posljednjih 5-6 godina. Uvodna pjesma "Testament" svojevrsna je himna u kojoj Anchor opisuje borbu zdravog razuma sa pošastima ovoga svijeta. Veliki plus neminovno ide i tekstopiscu i vokalu koji vrlo jasno prenosi poruku benda. Sve ostale pjesme, ispostaviće se, nosiće vas istom energijom kroz čitav album, bukvalno do posljednje sekunde i pjesme "Skies Of Confinment" sa svojim melodičnim ali vrlo jednostavnim završetkom koja nije mogla bolje zatvoriti ovu savršenu cjelinu. Zasigurno, teško je naći manu ovom albumu. U stvari, činjenica je da su se momci iz Anchor-a svojski potrudili i napravili fantastičan posao. Utisak koji ostaje nakon više preslušavanja je da "Recovery" sigurno nećete zaboraviti poslije par sedmica slušanja, naprotiv. Ovo je definitvno jedan od najboljih albuma ove godine, kako u evropskim tako i u svjetskim razmjerama.
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Burn Your Ears

Deutschland
Author: Kai
Date: 2011-05-08
Rating: 8,5/10

Na, diese Stimme kenne ich doch? Und richtig: Nathan Grey von BOYSETSFIRE und THE CASTING OUT steht hier am Mikrofon und weiß wieder einmal auf ganzer Linie zu begeistern. Aber im Gegensatz zu THE CASTING OUT kann jetzt auch der Rest der Band wieder mithalten. Und obwohl mich an TCO gestört hat, dass sie immer und immer poppiger wurden, machen THE NEW RECRUITS eben genau das: Pop. Nur einfach viel besser.

Die Band setzt sich aus Nathan Gray (BoySetsFire), Robert Chatterjee (BoySetsFire, MyHeroDiedToday), Chrissi Bischoff (Stimillion), Flo Kämmerling (Flyswatter) und Flo Gudzent (Flyswatter, MyHeroDiedToday) zusammen und ist damit so eine Art internationale Zusammenarbeit – ziemlich überraschend, oder?

Genauso überraschend ist auch der Sound, den diese Band macht: hier werden Rock und Pop und etwas Punk mit alternativem Indie zusammengeschraubt und auf tanzbar getrimmt - und ich denke eher an irgendetwas Englisches und weniger an eine Kollaboration von Deutschen und Amis. Auch die Sounds der Platte lassen mich in diese Richtung schauen: zwar gut produziert aber eben nicht zu dick aufgetragen und gerne mal etwas knarzend. Über allem thront natürlich diese unverkennbare Stimme, die wunderbare Melodien und Hooks raushaut und auch mal ein „Oho" oder „Shalala" nutzen darf.

Zwar befindet sich die Band in einem ziemlich poppigen Sektor, aber man merkt ihnen ihre Punkvergangenheit an und hört, mit wie viel Spaß sie sich an dieses Projekt begeben haben müssen. Sowohl die beteiligten Musiker als auch das Label Let It Burn sind für diese Art von Musik nicht unbedingt bekannt und mir fällt sogar ein kleiner BEATSTEAKS-Vergleich ein. So wie die Jungs ihre eigene Version von Punkrock machen, der sich wunderbar in den Charts tummeln kann, so verbinden auch THE NEW RECRUITS Rotz mit ganz viel Melodie und Tanzbarkeit.

Diese erste EP hat nur fünf Songs zu bieten – aber dabei handelt es sich meiner Meinung nach direkt um fünf kleine Hits. Ich hoffe, dass diese Band mit ihrer Mischung aus Punk, Rock und Pop eine längere Halbwertszeit hat als TCO, hat aber zur Zeit bin ich mehr als nur angetan von dieser Neuerfindung aller Beteiligten. Frische Ideen, frische Sounds und absolut geile Melodien!
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Durchdes Welt

Deutschland
Author: Durchde
Date: 2011-05-06

Ex Boy Sets Fire Frontmann Nathan kann einfach nicht die Füße still halten. Kaum sind The Casting Out Geschichte hat der charismatische Sänger mit The New Recruits auch schon wieder ein neues Baby am Start. Mit Robert, ebenfalls früher bei BSF tätigt, Chrissi Bischoff (Stimillion), Flo Kämmerling (Flyswatter) und Flo Gudzent (Flyswatter, My Hero Died Today) haben sich hochkarätige Musiker zusammengefunden und präsentieren mit -The Ten Count- eine five Track EP, die meine Erwartungen völlig übertrifft. Entspannend und Genre lösend klingen The New Recruits und verarbeiten Punk im Grundtenor ebenso wie Rock, Indi und Pop im klassischen Sinne. Zusammengehalten wird das ganze von einem 70ies angehauchten Geflecht, das ihrem charmanten Garagen Sound ein sympathisches Retrofeeling beschert.

Von der Stimmung her lassen sich Parallelen zu The International Noise Conspiracy ausmachen. Packender Groove, Handclap kompatible, an gewissen Stellen will ich Perkussion und Orgeleinsätze heraushören. Über all dem steht Nathans unverkennbarer Gesang, welcher wieder vermehrt nach Boy Sets Fire klingt. Mit der Fülle an verarbeiteten Ideen und Genre übergreifenden musikalischen Stilen halten sich The New Recruits alle Türen offen, um hoffentlich zukünftig weitere interessante Spielweisen für sich zu entdecken.

Mit ihrem ehrlichen rauen Sound, losgelöst von allen Erwartungen, klingen The New Recruits wie der eigentliche Befreiungsschlag nach Boy Sets Fire. Let it Burn haben den richtigen Riecher bewiesen. Mutig sich als (Metal) Core Label auf solche Experimente einzulassen!

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Own Blood Magazine

Deutschland
Date: 2011-04-18
Rating: 5/10

Manchmal trifft einen unerwartetes: Da drückt mir unser Chefredakteur eine Platte in die Hand, bei der mir den Bandname so gar nichts sagt, und das erste was mir durch den Kopf fliegt: "Die Stimme kennst du doch!?". Dann "Heureka!". Leadsänger der New Recruits ist doch tatsächlich Nathan Gray, auch bekannt als Leadsänger von Boy Sets Fire und The Casting Out, während die Instrumentalfraktion komplett von Musikern aus deutschen Gefilden komplettiert wird. Namentlich wären das Flo Kämmerling (Flyswatter), Flo Gudzent (Flyswatter, MyHeroDiedToday), Chrissi Bischoff (Stimillion) und Robert Ehrenbrand, MyHeroDiedToday und ehemaliger Weggefährte von Nathan Gray bei Boy Sets Fire). Genug Namedropping jetzt, gehen wir zur Musik über. Hätte ich vorher gewusst dass Nathan Gray am Werk ist, hätte ich vermutlich etwas ganz anderes erwartet. Am ehesten lässt sich die Musik wahrscheinlich einfach nur als "Rock" bezeichnen. Manchmal sogar mit ein wenig Orgel im Hintergrund und viel 2-3-Stimmigem Gesang.
Wie bereits im Infosheet zur Platte gesagt wird: "We will NOT try to win any popularity contests.", und das hört man wirklich. Alles was bei heutiger Rock Musik als "In" oder "Modern" gilt wird konsequent ignoriert, und auch wenn es vielleicht ignorant klingt, macht, meiner Meinung nach, genau das die 5 Songs schwer zugängig, und trotz der relativ melodischen Musik und der eigentlich sehr markanten und eingängigen Stimme Grays, bleibt, zumindest bei mir, kaum etwas hängen. Am meisten überzeugt da noch der Opener "What have we got to Lose", der ordentlich Arsch tritt, doch mit zunehmender Spieldauer flacht alles immer weiter ab und die Experimente nehmen zu, bis am Ende gar nichts mehr hängen bleibt.
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Musicscan

Deutschland
Author: Arne
Date: 2011-04-18
Rating: 7/10

Keine Allstar-Band, aber durchaus prominent besetzt: Das Line-Up der THE NEW RECRUITS setzt sich aus Nathan Gray (BoySetsFire), Robert Chatterjee (BoySetsFire und MyHeroDiedToday), Chrissi Bischoff (Stimilion), Flo Kämmerling (Flyswatter) und Flo Gudzent (Flyswatter und MyHeroDiedToday) zusammen. Die Stimme von Nathan ist unverkennbar. Ansonsten ist die Debüt-EP des deutsch-amerikanischen Quintetts nicht unbedingt das, was man von einer Kollaboration dieser Musiker erwartet. Gerade darum geht es ihnen. Die Beteiligten machen sich frei von Plänen und Vorüberlegungen und spielen einfach; lassen die Musik das Zepter übernehmen und folgen dem, was sich ergibt. Nach Jahren in zahllosen Bands und Projekten finden THE NEW RECRUITS schnell eine gemeinsame Verständigungsebene, auf der sie ihren authentischen, erdigen Rock erschaffen, der mal einen Punk- und mal einen Post-Zusatz verdient. Das Material der „The Ten Count“ EP ist erst auf den zweiten Blick hin eingängig und wirkt anfangs ein wenig unspektakulär. Dieser Eindruck resultiert aus der Tatsache, dass die Gruppe auch in Richtung skandinavischem Rock unterwegs ist – sowohl mit Orgel- als auch mit Yeah-Yeah-Yeah-Yeah-Unterstützung in den Vocals arbeitet. Das gilt es zunächst zu verdauen und seine eigenen Erwartungen auszublenden. Betrachtet man die EP dann für sich und lässt sie auf die wirken, setzt ein interessanter Verstärkungseffekt ein, der subtile Ohrwürmer zu Tage fördert. Diese Debüt-EP macht Lust auf Mehr.
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Legacy

Deutschland
Author: Arne
Date: 2011-04-18
Rating: 7/10

Keine Allstar-Band, aber durchaus prominent besetzt: Das Line-Up der THE NEW RECRUITS setzt sich aus Nathan Gray (BoySetsFire), Robert Chatterjee (BoySetsFire und MyHeroDiedToday), Chrissi Bischoff (Stimilion), Flo Kämmerling (Flyswatter) und Flo Gudzent (Flyswatter und MyHeroDiedToday) zusammen. Die Stimme von Nathan ist unverkennbar. Ansonsten ist die Debüt-EP des deutsch-amerikanischen Quintetts nicht unbedingt das, was man von einer Kollaboration dieser Musiker erwartet. Gerade darum geht es ihnen. Die Beteiligten machen sich frei von Plänen und Vorüberlegungen und spielen einfach; lassen die Musik das Zepter übernehmen und folgen dem, was sich ergibt. Nach Jahren in zahllosen Bands und Projekten finden THE NEW RECRUITS schnell eine gemeinsame Verständigungsebene, auf der sie ihren authentischen, erdigen Rock erschaffen, der mal einen Punk- und mal einen Post-Zusatz verdient. Das Material der „The Ten Count“ EP ist erst auf den zweiten Blick hin eingängig und wirkt anfangs ein wenig unspektakulär. Dieser Eindruck resultiert aus der Tatsache, dass die Gruppe auch in Richtung skandinavischem Rock unterwegs ist – sowohl mit Orgel- als auch mit Yeah-Yeah-Yeah-Yeah-Unterstützung in den Vocals arbeitet. Das gilt es zunächst zu verdauen und seine eigenen Erwartungen auszublenden. Betrachtet man die EP dann für sich und lässt sie auf die wirken, setzt ein interessanter Verstärkungseffekt ein, der subtile Ohrwürmer zu Tage fördert. Diese Debüt-EP macht Lust auf Mehr.
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Handlemedown.de

Deutschland
Author: Christian
Date: 2011-04-12
Rating: 6,5/10

Im Grunde ging es hier ähnlich schnell zu wie zuletzt bei Felix Magath. THE CASTING OUT waren kaum wirklich „out“, da wurde schon eine neue Band mit Nathan Gray am Mikrofon angekündigt, abseits der Wiederbelebung von BOY SETS FIRE wohlgemerkt. Der Großteil von THE NEW RECRUITS ist eher hierzulande bekannt, wobei Robert Ehrenbrand auch bei BOY SETS FIRE involviert ist, darüber hinaus agierten die verbliebenen Mitglieder schon bei heimischen Bands wie STIMILLION oder FLYSWATER. Auf dem Papier stimmt es also schon einmal.

Mit „The Ten Count EP“ gibt es nun ein erstes kleines Lebenszeichen, bei dem die Musiker nicht zum groß angelegten Rundumschlag ausholen, sondern erstaunlich zurückhaltend zu Werke gehen. Dies bezieht sich zumindest auf die Soundqualität der fünf Songs, die scheinbar direkt im Proberaum aufgenommen wurden. Das verleiht dem Ganzen einen leicht schroffen Charakter, den man bei Musikern dieses Kalibers nur selten zu hören bekommt. Wobei eine gewisse Erwartungshaltung kaum zu leugnen ist, dafür sorgt allein schon der Name Nathan Gray. Dessen Gesang ist dann wohl auch der Hauptgrund für „The Ten Count EP“, denn der Sänger drückt dem dreckigen, aber durchweg melodischen, Garagensound einfach seinen Stempel auf.

Der Opener „What We Have To Lost“ geht anfangs recht steil nach vorn, dagegen stehen beim folgenden „I Want More“ die Refrains und später der markante Gesang deutlich im Vordergrund. Im Hintergrund wummert sogar noch eine Orgel. Die nächsten beiden Songs sind vom Tempo gemäßigter, wobei die Vielseitigkeit der Band schon deutlich zum Vorschein kommt. Lediglich das etwas langweilige „My Charade“ fällt zum Schluss etwas aus dem Rahmen. Wohin es mit der Band nun künftig geht wird man sehen, ob es bei einem Spaßprojekt bleibt oder auch längerfristig Bestand hat. Der ganz große Wurf ist „The Ten Count EP“ gewiss nicht geworden, aber was die Hintergründe der einzelnen Mitglieder versprechen, wird schon hier deutlich. Man darf also gespannt sein.
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Heartbeatmedia

Deutschland
Author: Tanja Adis
Date: 2011-04-09

The New Recruits ist die neue Band der beidenBoySetsFire Mitglieder Nathan Gray und Robert Chatterjee (Ehrenbrand), die es einfach nicht lassen können und mit “The Ten Count E.P.” die neue EP der Formation veröffentlichen, bei der ausserdem noch Chrissi Bischoff, Flo Kämmerling und Flo Gudzent mit von der Partie sind. Nach The Casting Out ist dies also der nächste Zapfenstreich der ex-BoySetsFire Jungs.

Jede Band in der Nathan Gray am Mikrophon steht, lebt von seiner imprägnanten Stimme, mit der er so unglaublich viele Emotionen ausdrückt, egal welcher Stilrichtung sich die Band dann letztendlich verschrieben hat. Und genau das ist es nun auch wieder, was The New Recruits Ihre Authenzität verleiht. Hinzu kommen Backgroundvocals, die die Tracks herrlich vorwärts peitschen und dem Hörer eine hervorragende Zeit bescheren. Mitschwingen tut dabei immer ein leicht melancholischer Unterton, der Nathan den Stempel eines nachdenklichen Zeitgenossens aufdrückt. Deutlich beeinflusst von düsteren Gospelklängen und unbekannten Soundtaktiken wurden hier 5 sehr berührende und mitreissende Songs aus dem Boden gestampft.

Schon alleine die Name der Tracks zeigen, dass The New Recruits weder was zu verlieren haben, noch mehr möchten. Somit sind Sie also ganz sie selbst und machen, was Sie gerne tun. Grossartige Gitarrenmusik, zu der man mit dem Fuss mitwippen und lauthals mitsingen kann. “The Ten Count EP” ist also eine wirklich tolle EP geworden, die man bedenkenlos empfehlen kann und zwar vor allem jenen, die auf das Stimmorgan von Nathan Gray stehen. BoySetsFire und The Casting Out sind tot, The New Recruits sind quietschlebendig.

FAZIT: Wer auf Nathan Gray’s Stimmorgan steht und gerne gute poppige Rockmusik hört, der sollte sich The New Recruits reintun. Die Band wird 2011 übrigens drei exklusive Showcases in Deutschland performen:
30.08.11 München // 59:1
31.08.11 Köln // MTC
01.09.11 Berlin // Magnet
(Support: Red Tape Parade)

*This party is totally crashing!*
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Allschools

Deutschland
Author: Moppi
Date: 2011-04-01

Leidenschaft ist grenzübergreifend. Internationaler frischer Beweis dafür sind THE NEW RECRUITS, das neueste Best-Of-Ensemble um unser aller Lieblingsschreihals und Wiederbrandstifter Nathan Grey.

Wo THE CASTING OUT aufhörte, geht es nun schwungvoll in die nächste Runde. Das Rock/Alternative-Glücksrad hat zur Gründungsstunde der NEW RECRUITS folgende Mitstreiter bestimmt: Nathans alter Kollege Robert Ehrenbrand ist genauso mit an Bord wie die Münchener Allstardosis bestehend aus Chrissi (ex-STIMILLION), Flo und Flo (ex-FLYSWATTER, MY HERO DIED TODAY). „The Ten Count EP“ ist ein etwas garagig und dreckiger anmutendes erstes Lebenszeichen, bringt mit „What Have We Got To Lose“ oder „This Party Is Totally Crashing“ zwar rohen und ehrlichen Puls-Rock mit sich – lebt aber fast ausschließlich von Nathans markanter und vielseitiger Stimme.
„I Want More“ kommt mit glattem und schönem 80er Einschlag und die Chorusmelodie aus „My Charade“ könnte einer BOYSETSFIRE-B-Seite entsprungen sein – dennoch liegt über den 5 Songs noch ein drückender, aber auch sympathischer Demoschimmer, der in mancher Sekunde der „The Ten Count EP“ am Gerüst und eben der vermuteten Leidenschaft rüttelt.
Die EP als Gesamtwerk macht jedoch unverblümt Spaß und klingt nach mehr als nur einer kurzweiligen Freundschaftssession im Suff. Und sowieso: Wo Nathan Grey drauf steht, ist eh reichlich Nathan Grey drin.

Aber ob die Welt wirklich auf THE NEW RECRUITS gewartet hat? Eine deutlichere Antwort wird hoffentlich noch serviert!
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Babieseater

Serbian
Author: Sholja
Date: 2011-03-28

Budući da me je Marko (a i vas) uputio već u sastav benda The New Recruits, naravno da sam kao BoySetsFire fan odmah zagrizao udicu za ovaj njihov EP pod nazivom „The Ten Count“. Iskreno, malo mi je čudno za Nathan-a Gray-a i Robert-a Chatterjee-a zašto su odlučili da rade u Nemačkoj sa Let It Burn Records, tačnije dva člana BoySetsFire-a i dva člana nekih Nemačkih bendova čine The New Recruits. Oni pominju neku muzičku revoluciju i borbu sa velikim Rock bendovima, te doslednost i ljubav prema muzici bez nekih ego tripova i takmicenja u popularnosti. ’Ajde da sačekamo pa da vidimo da li je tu neko nešto rekao zbog pozadine BoySetsFire-a i zbog marketinga, jer je ovo ipak krupna stvar i kako oni kažu „najveći“ projekat za izdavačku kuću Let It Burn Records za 2011. godinu, ili...

Stvar koja otvara EP, a koju možete da čujete na njihovoj Facebook stranici, pod nazivom „What Have We Got To Lose“ me je odmah kupila i obezbedila punu pozornost za ovaj bend. Ovo definitivno liči mnogo na BoySetsFire sa pomalo Rock’n’Roll upliva. Odlična stvar. Pesma potom je mnogo više u Rock’n’Roll stylu i sa nekim tekstom o muvanju ženske u baru dok mu motor stoji napolju. Bez veze. Nikad nisam shvatao šta ljudi vide u tim R66 temama, ali i to je samo neki način života koji ja ne razumem. Možda zato što sam se previše nagledao masnih, bradatih, moralnih taloga, koji slušaju Divlje Jagode, nemaju zube i bale na sve što hoda i ima žensko ime.

Elem, treća stvar je sjajna, „This Party Is Totally Crashing“, koja takođe mnogo više pevački i muzički podseća na BoySetsFire, i meni lično je najbolja stvar na EP-u. Takođe, i tekst koji je na mnogo višem nivou od ostalih. Posle toga slede još dve prosečne R’n’R numere, i to je to.

14 minuta koji će se definivno zavrteti još dosta puta zbog dve sjajne numere, ali samo zbog moje ljubavi prema BoySetsFire-u. Takođe, moram da pomenem sjajno pevanje, koje ponekad ni ne treba pominjati kada je Nathan u pitanju, i zvuk koji je na zavidnom nivou tokom čitavog EP-a.

Izgleda da vam se svima sviđa „Gaslight Anthems“ kad ste naterali BoySetsFire da se oda R’n’R-u. Svakako izdanje vredno mesta na vašim policama.
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Got A Nerve!

Deutschland
Author: Stephan
Date: 2011-03-28

Blickt man auf das vorliegende Cover, so erwartet man orderntlich viel Bums, der linke Schwingerk, den der ein Boxer dem anderen verpasst, sieht nach gewaltiger Wucht aus. Blickt man anschließend auf das Lineup der New Recruits, die mit "The Ten Count" auf Let It Burn Records und deren digitalen Spate Acuity Music dieser Tage ihre EP veröffentlicht haben, schwenkt die Erwartungshaltung um - stumpfes Geknalle wird es bei den insgesamt fünf neuen Songs nicht geben. Wieso? Mit Nathan Gray und Robert Chatterjee haben sich gleich zwei Jungs von Boy Sets Fire in die Band gesellt, die nun gemeinsam mit Chrissi Bischoff (Stimillion), Flo Kämmerling (Flyswatter) und Flo Gudzent (Flyswatter, My Hero Died Today) erste Gehversuche wagen und dabei eine weitaus ruhigere Gangart gewählt haben. Es sind Songs für den Sommer, chillig, gute Laune bescherend, mal heftig, mal schnell, mal relaxed, mal Pop, mal Hardcore, mal Indy, mal Gospel. Die Mischung macht es, und mit Blick auf die Bandmitglieder sicherlich auch die Erfahrung. Was die Jungs zu sagen haben? "We will make music we love. We will NOT try to win any popularity contests. We will develop quality sound vibration. We will hurt ourselves in the process", heißt es. Runde Sache mit Hit-Potenzial.

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Demofarm

Belgium
Author: demofarm
Date: 2011-03-19
Rating: 5/5

Van het moment dat we op play drukken begint deze EP onmiddelijk te rocken. Elk nummer dat we ten gehore krijgen sleept ons mee. Vooral het eerste nummer door de kracht van de gitaren in combinatie met de geweldige stem en backings laat ons naar adem snakken. Dit is al een hoogtepunt, het is ook het nummer dat ze al hebben uitgebracht.

Bij I Want More en This Party Is Totally Crashing zijn we al aan het tweede en derde nummer gekomen van de vijf nummers tellende EP. Maar wat is dit leuke muziek, de nummers zijn ongelooflijk catchy. Totaal iets anders dan de jongens van Boy Sets Fire normaal maken. Step by Step is soms wat zwaarder, maar het melodische zit hier mooi verweven in het krachtige dat de groep uitstraalt en naar voren brengt in deze EP. Wij zijn vooral benieuwd of er een album gaat komen van deze band. Met Charada als afsluiter merken we onmiddelijk dat dit ons ding is, en dat deze jongens nog ver zullen geraken.
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